ottobre 04, 2015

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Guida personale al consumo consapevole

Buongiorno a tutti!
Quando la scorsa settimana ho pubblicato sulla pagina Facebook del blog la foto di una parte del mio inventario cosmetico, elogiandolo come alleato nello smaltimento, diverse tra voi si sono mostrate entusiaste all'idea e da lì mi sono finalmente convinta a parlarvi della mia esperienza con il consumo e l'acquisto compulsivo di prodotti cosmetici ed il loro smaltimento. Era un argomento che da tempo avevo in mente di trattare qui sul blog, ma non sapevo esattamente come, mentre adesso ho decisamente le idee più chiare. Sarà una discussione lunga, ve lo anticipo, per cui prendetevi del tempo e mettetevi comodi. Questo articolo sarà strutturato essenzialmente in due sezioni:
  • nella prima vi racconterò brevemente di come internet ha cambiato il mio modo di spendere il denaro ed il mio approccio con il trucco e la cosmesi, nonché con la cura della mia persona;
  • nella seconda parte, decisamente più pratica, vi illustrerò quali accorgimenti personalmente utilizzo per cercare di sfruttare quello che ho in casa e programmare gli acquisti futuri. 
Prima di cominciare, una premessa è d'obbligo.
Dietro la scelta di affrontare un argomento insolito come questo, non c'è certamente la volontà di gridare allo spreco, di fare i conti in tasca a voi lettori, né tanto meno di ergermi a modello di superiorità e perfezione. Non voglio che qualcuno si senta accusato, giudicato o inadeguato di fronte alle parole che userò o alle cose che vi mostrerò. Vorrei che questo fosse solo uno spunto di riflessione, un'occasione per confrontarci, per imparare qualcosa l'uno dall'altro ed è con questo spirito che vi invito a seguirmi in questo viaggio. Buona lettura.

Youtube ed i blog influenzano i nostri acquisti? 
Sono sempre stata una persona piuttosto trascurata, una di quelle che ha sempre fatto il minimo indispensabile per apparire decente agli occhi degli altri e nulla più, senza quella sana vanità che contraddistingue molte donne e che le porta, ad esempio, a passare ore davanti allo specchio per scegliere quali vestiti indossare o come acconciare i capelli. Tant'è che una frase che mia madre mi ripeteva spesso durante l'adolescenza (e in verità ancora oggi, ma questa è un'altra storia) era: "ma ti sei guardata allo specchio prima di uscire?" e la mia puntuale risposta "perché, cosa c'è che non va?" scatenava uno sguardo torvo ed una serie di "quella maglietta non ci sta su quei pantaloni, non sai vestirti", "ma perché non hai messo nulla sul viso? Sembri invecchiata". Qualche lacrima sul momento, una risposta brusca a mia madre e la convinzione che fosse lei ad esagerare, mi rendevano quasi subito totalmente indifferente alle sue parole. Che io effettivamente sembrassi scialba rispetto alla mia età, che non avessi un filo di trucco, che i colori dei miei abiti non fossero ben abbinati, che i capelli seguissero una vita propria, sinceramente non mi importava. Forse perché ho sempre dato poca importanza all'aspetto esteriore anche nel rapporto con gli altri, puntando all'interiorità, o forse perché madre natura non mi aveva concesso degli occhi particolarmente vanitosi, fatto è che non passavo le mie giornate a fare impacchi, maschere per il viso o a consumare barattoli di crema corpo. Insomma, un brand valeva l'altro e tutto ciò che usavo era interamente condiviso con la mia famiglia. 

Dalla me dell'adolescenza alla me odierna, qualcosa in questi anni è cambiato e guarda caso, il cambiamento è iniziato non appena ho scoperto il mondo di Youtube e dei blog, ancor prima di averne uno personale. E' stato un cambiamento molto lento e silenzioso, tant'è che me ne sono resa effettivamente conto soltanto qualche mese fa. Se infatti l'anno scorso mi aveste chiesto se avessi mai ritenuto possibile che un mondo virtuale in qualche modo incidesse sulla mia persona, vi avrei risposto di no, ma oggi non ne sono più così sicura. Ci ho riflettuto molto e ritengo che guardare video su Youtube o leggere recensioni inerenti il mondo della cosmesi, in un certo qual modo influenzi sia il nostro portafoglio che il rapporto con noi stessi. Beninteso, non deve trattarsi necessariamente di un coinvolgimento negativo che ci porta a dilapidare risparmi in cose inutili, ma l'informazione così a portata di mano su praticamente qualsiasi aspetto della nostra vita, ha anche dei lati positivi che non bisogna trascurare. 

Perché ed in che modo ho permesso al web di condizionarmi?  
L'indole di una persona, le sue caratteristiche più profonde sicuramente non mutano con il passare del tempo. Tutt'al più ogni tanto entrano in un letargo forzato, perché vogliamo vederci un po' diversi da quello che siamo, ma prima o poi riemergono ed è quello che è successo a me. 
Youtube e il mondo dei blog entrano nella mia vita in un periodo in cui tendenzialmente non mi piaccio, non accetto diversi aspetti del mio carattere ed inizio a credere che le frasi taglienti di mia madre sul mio look abbiano un fondo di verità. Non mi vedo bella, non ricevo mai dei complimenti per il mio aspetto estetico e dunque decido di provare a migliorarmi, ad essere quella ragazza un po' più vanitosa che non sono mai stata. Inizio a conoscere più da vicino il mondo della cosmesi, i brand più "famosi", i prodotti che "tutte dovrebbero avere nella loro pochette". E quel "must have" mi frega. La mia pochette, all'epoca composta da un mascara, una matita nera ed un rossetto, inizia pian piano a riempirsi e dapprima ospita solo i pezzi mancanti del puzzle. Ombretti, matite labbra, smalti cominciano a farsi strada sul mio viso, sulla scia di una voce femminile che mi decanta tutte le loro lodi. Da qui ad avere una sfilza di cose inutilizzate e superiori ai miei bisogni ed alle occasioni d'uso, il passo è breve: la pochette diventa un piccolo cassetto, poi una cassettiera in plastica, poi due, tre ed infine neanche queste bastano più, non mi fermo più.

Ad un certo punto, tra il finire dello scorso anno e l'inizio del 2015, comincio a perdere gradualmente interesse verso il trucco, per diverse ragioni: mi rendo conto che ho più cose di quelle che materialmente ho occasione di utilizzare e che, data la mia pigrizia e la mia scarsa capacità nel truccarmi, alla fine mi riduco a sfruttare sempre 1/3 di quello che possiedo. Inizio a trovare noiosi i video o gli articoli che mostrano dei tutorial e comincio a trovare sempre più interessanti, invece, le recensioni relative alla cura della persona. L'ambasciator che non porta pena è l'armocromia, un mondo che mi viene rivelato da alcune ragazze esperte nel settore e che mi fa prendere coscienza di cosa può valorizzarmi e cosa invece proprio non mi s'addice. Armata di nuove informazioni, guardo i miei trucchi e mi rendo conto che il 90% di essi non mi rappresenta ed è stato probabilmente solo uno spreco di soldi. Lo metto da parte, per diverse settimane prelevo solo una matita nera, un mascara ed il fondotinta, a cui purtroppo l'acne non mi permette di rinunciare. Giusto il minimo indispensabile per uscire di casa.

A questa perdita progressiva di interesse verso il make up, si contrappone come vi dicevo un nuovo interesse, che coltivo anche qui sul blog. I prodotti per il viso, il corpo ed i capelli mi catturano sempre di più, complice anche il passaggio a prodotti biologici o con buon inci, un altro mondo pieno di cose da provare e scoprire. Ci tengo a dire che il fatto di avere un blog non mi ha mai condizionata nell'acquisto, non ho mai comprato cose allo scopo unico e preciso di recensirle, le compravo perché mi incuriosivano e perché volevo trovare la combinazione adatta alle mie esigenze, in questo universo parallelo della cosmesi biologica. Pensavo che nutrirmi di tante recensioni non mi avesse influenzata nelle mie spedizioni al supermercato o in bioprofumeria, ma mi sbagliavo. Se è vero che seguire blog o canali non mi ha portata a desiderare di volta in volta le nuove uscite, le nuove mode, anzi ad ignorare molte di esse ( o ad aderirvi in gran ritardo), è vero anche che sono stata condizionata in un modo molto più sibillino, velato. Per mesi sono stata una compratrice affetta da sindrome da limited edition. Non appena qualcosa catturava la mia attenzione, dovevo averla, dovevo affrettarmi, prima che sparisse e non potessi più appropriarmene. Vi faccio un esempio banale, così ci intenderemo meglio. Quando acquistai il siero purificante di Biofficina, contestualmente lessi delle recensioni positive su altre tre o quattro creme viso, tra cui quella matificante di So'bio étic, uscita mesi prima. Non so cosa sia scattato nella mia mente, ma il giorno in cui mi recai in bioprofumeria, un impulso mi diceva di acquistarne più di una, nel timore che le avrebbero ritirate dal mercato o che non avrei più avuto modo di acquistarle in futuro (cosa non vera peraltro). Un esempio tanto stupido, quanto serio, che mi fa riflettere da settimane.

E adesso?

Dopo una serie di riflessioni, stati d'animo e dati di fatto, ho deciso di dire basta e crearmi un percorso alternativo, un percorso di "salvezza", di consapevolezza. Come ogni percorso che si rispetti, prevede un punto di partenza, diversi obiettivi intermedi, una meta finale.

Pronti? Partenza, via!
Decidere se, da dove e perché partire è molto soggettivo e non può essere né imposto, né consigliato.
Oggi però condivido con voi le mie motivazioni:

  • mi sono guardata attorno e mi sono resa conto che i cosmetici hanno preso pieno possesso di alcuni spazi della mia camera che avrei preferito destinare ad altro, ciò mi infastidisce molto. 
  • se penso a tutti i soldi che ho speso e che avrei potuto conservare o riservare a cose più utili, provo molta vergogna.
  • ho più cose di quelle che una persona da sola riesce materialmente ad usare e questo mi rende insoddisfatta
  • sono pigra, ci sono settimane in cui non uso quasi nulla e questo incide sulla scadenza dei prodotti, soprattutto se ne ho aperto più di uno della stessa categoria. E questo scatena un senso di colpa
  • sento la necessità di tornare all'essenziale, alla mia pochette delle origini. Sarebbe sicuramente più bella da vedere sulla mensola, rispetto ai cestini straripanti che in questo momento ho sparsi ovunque. E gioverebbe alla mia serenità. 
  • voglio recuperare quel buon senso che mi permette di cogliere il lato positivo del web, la possibilità di documentarsi ed indirizzare i risparmi in acquisti mirati, lasciando fuori dalla porta le influenze negative. 
Consigli pratici
Nel progettare il mio percorso, creatività è la parola d'ordine. Rendere divertente un lavoro noioso, aprirsi più strade e colorarle con i colori che più ci appartengono, ci avvicina al successo.

Dei quaderni semplici da portare con sé anche fuori casa.
Vi propongo diverse soluzioni:

  • Crea un inventario. Che sia virtuale o cartaceo non importa, ma è davvero utile segnare tutto ciò che si possiede, innanzitutto per rendersi conto di quello che si ha. Lo possiamo portare con noi quando facciamo shopping, così da sapere cosa abbiamo già usato ed evitare i doppioni. Usando un po' di fantasia, possiamo crearne una versione "avanzata" che magari rispecchi più da vicino il nostro stile di vita e le nostre esigenze: inserire il prezzo di ciascun prodotto o segnare se ci è piaciuto o meno, sono valide opzioni. 
Un esempio del mio inventario. Man mano che termino i prodotti, li taglio dalla lista.

  • Sistema tutto in un unico posto. Avere roba sparsa per casa non aiuta a smaltirla, quante volte abbiamo ritrovato dopo mesi un vecchio rossetto dimenticato in fondo al cassetto che non apriamo mai? Scegliete una stanza di riferimento e sistemate lì tutto il vostro make up o la cosmesi. Se come me non avete abbastanza spazio in bagno o vi scoccia trasportare le cose dalla camera da letto al bagno ogni volta che dovete struccarvi, selezionate lo stretto indispensabile per la detersione di tutto il corpo e tenetelo in bagno. Uno o due prodotti massimo per categoria, il resto conservatelo altrove. Trovare le cose non sarà più così difficile.
Tutti tutti i miei prodotti di skin care, rigorosamente chiusi.

  • Apri un prodotto per volta e segna la data di apertura. La tentazione di aprire tutto ciò che abbiamo appena acquistato e provarlo seduta stante, credo accomuni il 90% di noi, ma è davvero necessario? I cosmetici hanno una scadenza e questa va tenuta d'occhio, soprattutto se li usiamo da soli e non siamo sempre costanti. Segnare sul prodotto la data in cui lo abbiamo aperto, ci aiuterà a ricordare meglio se la scadenza si sta avvicinando ed è quindi ora di smaltirlo. 
  • Programma uno smaltimento conforme alle tue esigenze. Il segreto per terminare ciò che si ha è usarlo, ma quante volte abbiamo accantonato prodotti che non ci piacciono e facciamo fatica a smaltire? Ancora una volta, ci viene in aiuto un po' di fantasia. 
  • Seleziona i prodotti che non ti piacciono o sono prossimi alla scadenza, riponili in un cesto separato dagli altri e mettilo ben in vista. Avere le cose sott'occhio, aiuta a ricordarsi dell'impegno preso nello smaltirle, mentre se le teniamo chiuse in un cassetto, sarà più difficile ricordarsi di utilizzarle.
Il cesto dei prodotti da terminare, ben in vista sulla mensola.

  • Usali a rotazione settimanale o mensile, ad esempio decidi che ad Ottobre utilizzerai solo la crema corpo X ed il deodorante Y, mentre la crema Z e il deodorante K li userai per tutto Novembre. Se ti stanchi subito ad usare le stesse cose, alterna un prodotto che ti piace ad uno che non ti piace, ma non alternare troppi prodotti, o non ti concentrerai per bene su nessuno di loro. Inserire ogni tanto qualcosa che ci piace, ci incentiva a non mollare. 
  • Conserva tutti i prodotti terminati in un sacchetto ed ogni mese controlla i tuoi progressi prima di gettarli via. L'auto monitoraggio serve a valutare il proprio lavoro e capire anche quali sono le cose che smaltiamo con maggiore difficoltà. 
Il sacchetto dello smaltimento.

  • Riciclo creativo. Se quello shampoo ti provoca prurito, non buttarlo, ma trovagli un utilizzo alternativo: potrebbe andare bene per lavare i pennelli o le mani. Se un profumo non ti piace, usalo per l'ambiente o per la macchina. Ti sorprenderai di quanto spesso buttiamo via le cose, senza sapere che possono rivelarsi utili per qualcos'altro, basta solo ingegnarsi. 
  • Cedi ciò che non ti piace ad amici e parenti, soprattutto se si tratta di prodotti quasi nuovi. Farai felice qualcun altro e non ti sentirai in colpa per aver sprecato il denaro. Oppure coinvolgi i familiari nello smaltimento di prodotti che ti riesce difficile utilizzare da solo, i tempi sicuramente si dimezzeranno. 
  • Tieni una wishlist. Quando desideri acquistare un nuovo prodotto, non catapultarti in negozio o a ricaricare la carta, ma scrivilo su un quaderno ed annota anche il prezzo, poi lascia passare del tempo. Riflettici su, chiediti se ti serve davvero o se hai solo voglia di scaricare lo stress della giornata o colmare una mancanza. Questo è il punto decisamente più difficile, quello che ci mette di fronte alle nostre tentazioni e ci costringe a dirci la verità: lo vogliamo davvero? Trovo però che sia un meccanismo davvero utile per chi come me ha un "entusiasmo ad esaurimento scorte", per chi si infiamma subito come di fronte ad un giocattolo nuovo, ma poi perde subito interesse dopo averlo preso tra le mani. 
Esempio di wishlist.

  • Fissa un budget da destinare ai tuoi acquisti. Semplice, ma efficace. Sia che tu abbia una paghetta o uno stipendio, il miglior modo per evitare le mani bucate è fissare un totale da destinare ai cosmetici, il "come" e "quando" sono a tua discrezione. Io lo faccio già con i vestiti, decido che un certo capo voglio pagarlo non più di una certa cifra e faccio in modo di non sforarla (sapeste la soddisfazione quando va come dico io!). 
  • Premia i tuoi successi, ma con moderazione. Il consumo consapevole non è sinonimo di sofferenza, non è una gabbia in cui ci auto rinchiudiamo per evitare di combinare danni, ma deve essere anche un piacere, qualcosa che ci fa stare bene con noi stessi. Allora concediti un nuovo acquisto ogni tanto, magari fissalo come obiettivo dopo aver smaltito un certo numero di prodotti al mese, ogni due, tre, ecc... L'importante è non esagerare, se termini 5 shampoo, ma poi ne acquisti 7, cos'hai ottenuto? 

Qual è la mia meta?
Pensando e scrivendo questo piccolo progetto, ho cercato di pormi degli obiettivi realistici e facilmente raggiungibili con un po' di impegno: imparare a gestire meglio le mie finanze e ponderare meglio gli acquisti, puntare più alla qualità che alla quantità. Voglio ritornare a quell'essenziale, a quella calma che tanto mi manca. Se ci riuscirò è per adesso un grande punto di domanda, ma sono fiduciosa e vi terrò aggiornati sui miei progressi.

Conclusioni
Con questa mia piccola esperienza, spero di avervi suggerito qualche spunto utile per il vostro personale cammino di consapevolezza. E' uno schema che si può applicare a qualsiasi cosa, non necessariamente alla cosmesi, infatti personalmente lo utilizzerò anche per l'imminente cambio di stagione e per i futuri acquisti in tema di abbigliamento. A questo punto, la parola spetta a voi, spero di leggere le vostre esperienze e, perché no, anche i vostri consigli. Se volete che approfondisca qualche punto in particolare, chiedetemi pure. 

12 commenti:

  1. Bell'articolo!!! Io ad esempio sto usando uno shampoo come sapone mani e non hai idea di quanti burrocacao che credevo persi (e quindi riacquistati!) ho trovato in vecchie borse. Io quando vado al Tigotà o simili cerco di non prendere il cestino per evitare di comprare cose non preventivate o cerco di andarci poco spesso (non più di una volta al mese!).

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    1. Buona idea quella di non prendere il cestino...guarda, qui Tigotà non c'è ed è già una grande tentazione in meno :D

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  2. E' un post molto sensato Scheggia, brava. Sapevo che lo stavi scrivendo per cui aspettavo proprio di vedere come l'avevi strutturato e come fossi arrivata a questo tipo di consapevolezza.
    Alcuni dei consigli che citi sono applicabili anche per altri settori, che in fondo quello della cosmesi non è l'unico per cui si possa provare questa sorta di frenesia all'acquisto.
    Personalmente non riesco ad essere lucida quanto te. Ci sono periodi in cui sono molto oculata, altri in cui sento l'esigenza di lasciarmi un pochino andare.

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    1. Sì il bello é che può essere applicato a tutto. Comunque guarda che anch'io ho avuto momenti altalenanti, però mi sono resa conto che quando non hai uno stipendio ed i soldi delle feste devono bastarti per i vestiti, i biglietti dell'autobus, le uscite ed i libri universitari, essere molto razionali è l'unica scelta possibile.

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  3. Post davvero sensato e completo, brava ;) personalmente sono riuscita a trovare un equilibrio molto presto, e ormai compro una cosa solo quando ho terminato quella precedente nella sua categoria..in questo modo termino anche più in fretta i prodotti perchè li uso costantemente e singolarmente. Uso anche io wishlist per i prossimi acquisti e checklist varie per spuntare quanto ho finito, sono utilissime! così come la rubrica mensile di quello che termino, sul mio blog, mi aiuta a stare al passo e a rimanere in carreggiata ;) buono smaltimento!

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    1. Grazie! Beh complimenti, io solo adesso sto cercando di limitarmi molto. Credo che il post sui prodotti finiti lo renderò mensile anch'io, così sarà uno sprone in più a velocizzare lo smaltimento :)

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  4. post utilissimo. mi ritrovo in moltissime cose da te descritte e che non avrei saputo dire meglio :) sto cercando di evolvere il mio modo di consumare prodotti, di renderlo più sensato, blog o non blog, cosmetici e non. complimenti per la chiarezza con cui hai condiviso con noi anche le tue motivazioni e grazie di averlo fatto :) un abbraccio!

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    1. Mi commuovo con tutti questi complimenti *.* e mi consolo perché vedo che anche tu come altre ha imboccato la mia stessa strada :D

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  5. Ciao Scheggia :)
    Non commento mai,ma stavolta colgo l'occasione per farti i miei complimenti. Trovo davvero utile questo post. Ormai sono circa 2 anni che mi sto interessando maggiormente ai cosmetici e già sto iniziando ad acquistare prodotti che non mi servono al momento.Ad esempio ho almeno una scorta per ogni prodotto,che può per molte essere pochissimo,ma per me non lo è affatto.Avere per me 4 shampoo aperti è stranissimo,prima mi sarei accontentata benissimo di uno. Un bacio e grazie per questo post :)

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    1. Grazie mille! Sì, credo che sia successo un po' a tutte, soprattutto per il fatto che le case cosmetiche sfornano continuamente novità e resistere è difficile, perdiamo subito interesse per quello che abbiamo e cerchiamo la novità, è un circolo vizioso. L'importante è comunque essere consapevoli di quello che si fa, sia che si voglia consumare piano piano, sia che si preferisca accumulare.

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  6. hai fatto un post veramente bello!!!
    io credo di limitarmi abbastanza, perché fortunatamente sono un po' tirchia, e per mancanza di spazio, da un anno non compro creme per il corpo e credo che potrei evitare per almeno altri sei mesi arghhh!!
    con certe cose, makeup ecc cerco di darmi un contegno. Mi riesce un po' meno con prodotti come i burrocacao per cui sono al limite del "collezionismo"!

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    1. Grazie :)
      Da questo articolo in poi, anch'io ho iniziato a darmi seriamente un contegno!

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