maggio 04, 2018

- Cara Etty, sento che io e te diventeremo ottime amiche -


Ero piccolissima quando ho imparato a leggere, andavo ancora all'asilo. Ricordo ancora le lettere appese al muro, le parole semplici che vi erano associate e la gioia nel riuscire a tradurre in suono quello che i miei occhi vispi catturavano. Allora non potevo immaginare cosa i libri avrebbero rappresentato nella mia vita e quanto nei sarei diventata dipendente. Oggi, che di anni ne sono passati tanti da quel momento, non ci sono parole sufficienti o appropriate per descrivere l'amore che ho per la lettura. Ho sempre visto i libri come gli amici migliori che potessi avere, di quelli che saranno sempre al tuo fianco e non ti tradiranno mai, duri quando necessario e avvolgenti come un abbraccio nelle giornate più tristi. Quando, da giovane adolescente, tornavo a casa col cuore ammaccato o con la mente devastata dai pensieri, aprivo un libro e iniziavo a viaggiare con la fantasia, perdendomi tra le sue pagine: dimenticavo tutto, anche se solo per qualche minuto. Non ero più io, non ero più lì: per un attimo ero altrove, ero un'altra, poi tornavo in me....ma non ero più la stessa persona di qualche istante prima. 

Leggere, per me, è una continua iniezione di speranza. Apre la mente, nutre l'anima e io non posso più farne a meno. Ho bisogno costantemente di questo nutrimento, di arricchirmi, di guardare le cose da prospettive diverse dalle mie, di scomporle in un milione di frammenti e specchiarmi dentro ciascuno di essi. Annuso persino le pagine dei libri per sentirli più miei. 

In questi giorni ho iniziato una nuova avventura in compagnia di Etty Hillesum e del suo diario. Etty era una donna ebrea olandese di appena 27 anni, forte, passionale, estremamente intelligente. Oggi voglio condividere una delle pagine che più sento mia, in questo momento. 

" Debbo anche vincere quella paura indefinita che mi porto dentro. La vita è difficile davvero, è una lotta di minuto in minuto, ma è una lotta invitante. A volte avevo la certezza che in futuro sarei potuta diventare qualcuno e avrei realizzato qualcosa di straordinario, altre volte mi ripigliava quella paura confusa che sarei andata in malora lo stesso. Comincio a capire perché: mi rifiutavo di adempiere ai compiti che avevo sotto gli occhi, mi rifiutavo di salire verso quel futuro di gradino in gradino. E ora, ora che ogni minuto è pieno, pieno sino all'orlo di vita e di esperienza, di lotta e vittorie e cadute, ma subito dopo di nuovo lotta e talvolta pace, ora non penso più a quel futuro, in altre parole mi è indifferente se riuscirò a produrre qualcosa di straordinario oppure no, perché sono certa che ne verrà fuori qualcosa. una volta vivevo sempre come in una fase preparatoria, avevo la sensazione che ogni cosa che facevo non fosse ancora quella vera, ma una preparazione a qualcosa di diverso, di grande, di vero appunto. Ora questo sentimento è cessato. Io vivo, vivo pienamente e la vita vale la pena di viverla ora, oggi, in questo momento; e se sapessi di dover morire domani direi: mi dispiace molto, ma così com'è stato, è stato un bene. "

Mia cara Etty, sento che io e te diventeremo ottime amiche. 

2 commenti:

  1. L'incipit avrei potuto scriverlo io. Come te sono una grande amante della lettura, fin da quando ho iniziato a saperlo fare.

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